Motorpsycho

Sabato 25 maggio 2024 ore 22:50

Da Trondheim, città norvegese prossima al circolo polare, arrivano i Motorpsycho, una delle realtà del rock anni 90 più sorprendenti, che quest’anno celebrano 35 anni di carriera. Nei loro numerosissimi lavori in studio, e più ancora nei loro lunghi e aggressivi spettacoli dal vivo, i Motorpsycho dimostrano un eclettismo straordinario, e una capacità più unica che rara di fare propri gli insegnamenti dei loro disparati maestri (dagli Who ai Pink Floyd, dai Sonic Youth ai Dinosaur Jr.) rimescolandoli e aggiornandoli sempre con una buona dose di personalità.

Il nucleo originario, formato da Bent Saether (voce e basso) e Hans Magnus “Snah” Ryan (chitarra e voce), nasce sul finire degli anni Ottanta. Con il batterista Kjell Runar “Killer” Jenssen, i due scelgono il nome Motorpsycho dopo aver visto a Londra l’omonimo film di Russ Meyer e incidono un primo demo, stampato su un centinaio di cassette (“Maiden Voyage”, 1990), equamente diviso tra heavy rock e psichedelica acustica lo-fi.

L’esordio vero e proprio avviene nel 1991 su Voices Of Wonder, con l’album Lobotomizer: un monolite pesantissimo a cavallo tra stoner, metal, grunge e hardcore. Sono le prime avvisaglie della rivoluzione che di lì a poco compiranno i Motorpsycho, dapprima sostituendo “Killer” con il più smaliziato e creativo Hakon Gebhardt dietro i tamburi, e poi dedicandosi al primo dell’interminabile serie di singoli ed extended che pubblicheranno nella loro carriera (una media di due o tre Ep per ogni album pubblicato, ciascuno con quattro o cinque inediti). La conferma viene dal secondo Lp, un doppio dal titolo Demon Box, con pezzi potenti e dalle influenze e sonorità disparate. Demon Box viene premiato in Norvegia come miglior disco rock del 1993 e il nome del gruppo inizia a farsi conoscere anche oltre confine: l’approdo all’etichetta tedesca Stickman Records apre nuove possibilità, e i Motorpsycho iniziano a suonare a ripetizione in tutta Europa, diventando un’agguerrita macchina da concerti che nel corso degli anni raggiungerà livelli straordinari di intensità e potenza.

Il successivo lavoro di lunga durata, Timothy’s Monster (1994), consacra i Motorpsycho come uno dei massimi nomi dell’underground europeo e accreditandoli come un gruppo, pur sempre di nicchia, ma con un appassionatissimo seguito.

La discografia ufficiale prosegue con Blissard (1996). Stavolta la band unisce istanze spiccatamente indie rock, con qualche reminiscenza new wave, dando vita a dieci tracce quasi tutte dai ritmi sostenuti, rese accattivanti anche dalla produzione ancora vagamente lo-fi, che invece si sublimerà, a partire dai lavori successivi, in un suono precisissimo e potente, un wall of sound come pochi se ne sono sentiti nel mondo del rock anni 90.
E proprio l’album seguente, Angels And Daemons At Play del 1997, si può considerare a buon diritto una “summa” del rock indipendente della decade, nel suo coacervo di stili e direzioni musicali con unico comune denominatore nelle chitarre, sparate in faccia col loro suono caldo e grezzo, sommerse dal muro di decibel creati dal trio.

La prolificità dei Motorpsycho è sbalorditiva: nei successivi 20 anni pubblicheranno altri 17 album in studio, tra cui il capolavoro Trust Us (1998), l’LP Child of the Future (2009), registrato da Steve Albini per il ventesimo anniversario e il doppio cd Supersonic Scientists – A Young Person’s Guide To Motorpsycho (2015), ovvero la prima antologia della band, pubblicata in concomitanza con l’omonimo libro biografico, nonché con l’inaugurazione di una mostra al museo nazionale norvegese della musica popolare di Rockheim.

Dopo il doppio album Here be Monsters (2016), nel 2017 viene annunciata l’entrata in formazione del batterista svedese Tomas Järmyr in qualità di terzo membro ufficiale dei Motorpsycho. Questo non rallenta la produzione della band che, negli anni successivi fino ad oggi, riesce a pubblicare altri 8 album in studio, tra i quali l’ultimo in ordine cronologico è Yay! (2023).

Considerati a ragione un’autorità assoluta del louder psych-rock nord-europeo, il successo dei Motorpsycho, anche nella loro fase matura, continua a risiedere sia nella capacità di dar vita ogni volta ad album degni di nota, con caratteristiche peculiari diverse e sempre ben focalizzate, sia nell’inesauribile attitudine da animali da palcoscenisco, che si traduce in live di intensità rara, in grado di coniugare riff potenti, psichedelia, jam rock furente, tempeste elettriche, oasi placide di songwriting melodico e approccio jazz.

Diffondi il morbo!